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  • Monja Trevisiol

QUANTO TE LA RACCONTI? FORSE PIÙ DI QUANTO DOVRESTI!

Aggiornamento: 4 gen




Dicono che noi donne siamo chiacchierone!


È vero!


Mi piace sempre pensare a quando mio marito torna a casa, gli chiedo com’è andata la sua giornata e lui mi risponde in modo estremamente sintetico: ” Tutto bene!”.


Se poi lo chiede, a me indovinate quale possa essere la mia risposta?


Un racconto dettagliato di tutta la mia giornata da quando sono scesa dal letto fino a quando è rientrato a casa, ovviamente anche con cambio di tono in funzione di cosa gli racconto.


Tante volte, però, chiacchieriamo più con noi stesse che con gli altri.


E che cosa abbiamo da raccontarci?


Quando succede qualcosa che non ci torna, iniziamo a cercare le più disparate spiegazioni sul motivo per cui l’altro ci ha detto o ha fatto qualcosa che non ci torna.


Ci giudichiamo, ci mettiamo in discussione e più ce la raccontiamo e più la nostra immaginazione aggiunge dettagli a un dialogo interno che non ha fine.


In queste situazioni che cosa è opportuno fare per mettere a tacere il nostro chiacchiericcio?


Domandare all’altro il motivo per cui ha detto o ha fatto qualcosa che a noi non torna.


Meglio se la domanda inizia con “Per quale motivo” piuttosto che con un secco “Perché” che potrebbe essere interpretato come molto più giudicante.


Nel momento in cui l’altro ci risponde, avremo dei dati oggettivi e non più la necessità di raccontarcela per cercare una spiegazione nostra, che sarà quasi sicuramente diversa da quella che abbiamo ricevuto.


Un’altra situazione in cui iniziamo a chiacchierare con noi stesse è quando dobbiamo dire o fare qualcosa.


Iniziamo a immaginare che cosa potrà accadere e più ce la raccontiamo e più ingigantiamo le cose.


Le nostre paure aumentano perché siamo bravissime nel prospettarci tutto ciò che potrebbe dirci l’altro o potrebbe capitare, per poi comprendere, in realtà, che le nostre paure, nella maggior parte dei casi, sono infondate.


Cosa fare per interrompere questo processo che ci porta a ingigantire le cose?


Il primo passaggio è essere consapevoli che è partito il nostro dialogo interno.


Per quale motivo è importante?


Perché cosi nel momento in cui iniziamo a raccontarcela abbiamo la possibilità di fermarci e di evitare un’escalation di domande e risposte che ci porteranno a ingigantire o immaginare una situazione che sarà diversa dalla realtà.


E questo avviene anche quando si tratta di relazioni in cui idealizziamo l’altro e inevitabilmente rimaniamo deluse da ciò che non fa o non ci dice.


Ciò che conta è la realtà.


Se abbiamo dei dubbi domandiamo per evitare di interpretare a modo nostro e arrivare a conclusioni diverse da come le cose stanno.


Il non detto, spesso, crea malintesi.


La chiarezza aiuta a vivere la realtà e a non interpretarla a modo nostro.

Ti piacerebbe mettere un po’ a tacere il tuo dialogo interno?


Risparmieresti anche un sacco di energie e ti sentiresti più leggera!





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